Fred Frith: “Traffic Continues”

Michele Coralli

Michele Coralli

Giornalista e scrittore, appassionato di musiche contemporanee, di solitudini marine e di paesaggi montani. Dirige e aggiorna altremusiche.it dal 2002.
Michele Coralli
Fred Frith: “Traffic Continues” (Winter & Winter, 910044-2, 1999)

Dopo anni di creatività volutamente epigrammatica, sia in ambito improvvisativo e sperimentale, sia in quello più strettamente compositivo, le idee musicali di Fred Frith evolvono verso le grandi forme. La figura di questo musicista, anarcoide e assolutamente originale, è passata attraverso le esperienze più stimolanti dell’avanguardia di confine a partire dagli anni Sessanta fino ad oggi. Ha attraversato diverse longitudini, dall’Europa di Rock in Opposition al calderone sperimentale newyorkese, a fianco di John Zorn o i Residents.

Grandi forme si diceva. “Traffic Continues” (1996) è un collage di masse sonore affiancate per giustapposizione, contenenti momenti improvvisativi e ben strutturate architetture ritmiche. La stessa costruzione viene riproposta nel secondo brano che completa il nostro CD (dalla confezione che va contro ogni desiderio di masterizzazione), si tratta di Traffic Continues II: Gusto (For Tom Cora) (1998), proseguimento della precedente composizione dedicato al violoncellista Cora recentemente scomparso e ispirato a Etymology degli Skeleton Crew. Anche in questo caso il gusto per la citazione e la contrapposizione sonora contraddistinguono più di mezz’ora di musica, più dolente e malinconica (e forse meno frithiana). Dopo Frank Zappa, l’Ensemble Modern si confronta con un altro grande della musica contemporanea, non accademica bensì eterodossa. Come nei casi precedenti il gruppo, affiancato dallo stesso Frith, Zeena Parkins e Ikue Mori, riesce sempre a stupire per lucidità e rigore esecutivo.

da: “Amadeus”, n.128, 2000 © Paragon / Michele Coralli

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