I microdrammi meccanici di Lanza, Valle e mdi ensemble
Milano, Fabbrica del Vapore, 12 Ottobre 2018

I microdrammi meccanici di Lanza, Valle e mdi ensemble
Milano, Fabbrica del Vapore, 12 Ottobre 2018

I microdrammi meccanici di Lanza, Valle e mdi ensemble
Milano, Fabbrica del Vapore, 12 Ottobre 2018

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Uno squalo in laguna: 3 giorni in Biennale Musica
[Venezia, settembre-ottobre 2018]

Uno squalo in laguna: 3 giorni in Biennale Musica
[Venezia, settembre-ottobre 2018]

Uno squalo in laguna: 3 giorni in Biennale Musica
[Venezia, settembre-ottobre 2018]

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L’american barbecue del Kronos Quartet a MiTo
Teatro Paolo Grassi, 8 settembre 2018

L’american barbecue del Kronos Quartet a MiTo
Teatro Paolo Grassi, 8 settembre 2018

L’american barbecue del Kronos Quartet a MiTo
Teatro Paolo Grassi, 8 settembre 2018

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La materia del suono / il suono della materia
Intervista a Elena Casoli su Fausto Romitelli

La materia del suono / il suono della materia
Intervista a Elena Casoli su Fausto Romitelli

La materia del suono / il suono della materia
Intervista a Elena Casoli su Fausto Romitelli

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I microdrammi meccanici di Lanza, Valle e mdi ensemble [Fabbrica del Vapore, 12 Ottobre 2018]

di Renato Rivolta

Il compositore Mauro Lanza, veneziano trapiantato da anni un po’ a Parigi un po’ a Berlino, non fa eccezione, e a Milano ha presentato il suo Systema Naturae, frutto della collaborazione pluriennale con il – credo non veneziano, ma altrettanto proteiforme – Andrea Valle, informatico musicale, semiologo, ricercatore multimediale. [Leggi tutto]

 


Parco della Musica Contemporanea Ensemble + David Moss Courtesy of La Biennale di Venezia. Foto: A. Avezzù

Uno squalo in laguna: 3 giorni in Biennale Musica [Venezia, 2018]

di Michele Coralli

Come di consueto, il veneziano Festival Internazionale di Musica Contemporanea offre un buon ventaglio di cose nuove (un Focus Contrabbasso quasi completamente caratterizzato dalla presenza di giovani compositori o la ripresa di Aliàdos del Leone d’argento Sebastian Rivas), poi tante cose meno nuove (come l’opera-tango di Astor Piazzolla Maria de Buenos Aires) e infine clamorose riscoperte. Clamorose, intendiamoci, perché tardive, come nel caso di Frank Zappa. [Leggi tutto]

 


Kronos Quartet, Piccolo Teatro Grassi. Foto: Lorenza Daverio

L’american barbecue del Kronos Quartet a MiTo [Teatro Paolo Grassi, 8 settembre 2018]

di Michele Coralli

Citando (male) Alexandre Dumas: i quattro moschettieri, quaranta (quasi cinquanta) anni dopo. Questa, in quel di MiTo 2018 (stagione per molti versi avara di contemporaneità) la didascalia sotto la foto dell’ormai mitica creatura Kronos Quartet, la formazione che, più di ogni altra, tra gli anni ‘80 e ‘90, ha dato una spallata alle certezze sempre più sclerotiche di molta avanguardia novecentesca. [Leggi tutto]

 


La materia del suono / il suono della materia. Elena Casoli su Romitelli [intervista]

di Michele Coralli

In uno dei rari scritti che Fausto Romitelli ci ha lasciato, vengono enumerati con estrema chiarezza punti per un possibile confronto tra il compositore di oggi e il mondo che lo circonda, secondo un ordine di problemi che lascia pochi dubbi: l’impatto tecnologico, il panorama mediatico, l’influenza delle musiche popolari e, in tale contesto, la marginalità della musica contemporanea attraverso l’efficace intuizione della “periferia dell’impero culturale”. [Leggi tutto]

 


Digital media: un futuro di demenza secondo Manfred Spitzer [intervista]

di Michele Coralli

Non solamente violazioni della privacy, ma anche danni alla salute. Mai come in questo momento il mondo digitale sembra essere messo sotto accusa. E si tratta di accuse pesanti, soprattutto per quanto riguarda le conseguenze sulle future generazioni. A dirlo è Manfred Spitzer, direttore della Clinica psichiatrica e del Centro per le Neuroscienze e l’Apprendimento dell’Università di Ulm, già professore ad Harvard e autore di numerosi saggi che focalizzano diversi problemi legati all’utilizzo massiccio di digital media [Leggi tutto]

 


Berio, poeta per interposta persona [MusicaPoesia / PoesiaMusica]

di Adelio Fusé

I poeti – non tutti, si spera – potrebbero interpretare l’affermazione di Berio citata in esergo come un’invasione di campo e risentirsi. Ma come non tener conto del fondamentale lavoro di Berio sul rapporto di interscambio che lega testo-vocalità-musica? [Leggi tutto]

 


Scelsi poeta (pt. 2) – Dalla scrittura alla voce [MusicaPoesia / PoesiaMusica]

di Adelio Fusé

Per MusicaPoesia / PoesiaMusica torna Giacinto Scelsi poeta: «Scelsi compositore cerca l’origine del suono. Ma Scelsi cerca anche l’origine della parola – del suono-parola; meglio: del suono che non è ancora parola ma che diverrà parola». [Leggi tutto]

 


Scelsi poeta (pt. 1) – Il suono e la parola [MusicaPoesia / PoesiaMusica]

di Adelio Fusé

È per noi motivo di grande orgoglio annunciare la nuova collaborazione di Adelio Fusé con la rubrica MusicaPoesia / PoesiaMusica. Diamo il nostro benvenuto al poeta, scrittore e intellettuale che per altremusiche.it si occuperà di relazione tra due arti che hanno sempre vissuto un rapporto privilegiato. Si parte dal secondo Novecento per arrivare ai giorni nostri: primo compositore/poeta Giacinto Scelsi (1905 – 1988).

«Il versante di Scelsi poeta è ancora da esplorare. Che poeta è stato Scelsi? O, forse, dovremmo dire, che poeta è Scelsi, dato che la sua poesia non solo è fortemente connotata – al di là dei riferimenti, intenzionali o non voluti, a questo o quel poeta che si possono rintracciare: Jouve e Micheaux, certo; Guillaume Apollinaire, Giuseppe Ungaretti, René Char –, ma per nulla ricoperta dalla polvere». [Leggi tutto]

 


Ripescaggi

Giovanni Verrando / Mdi Ensemble, RepertorioZero, Pierre-André Valade: “Dulle Griet”

di Michele Coralli

In una nostra intervista pubblicata su questo sito nel 2004 Giovanni Verrando sottolineava l’importanza della ricerca di uno stile come punto di partenza dell’agenda professionale di un compositore di musica contemporanea.  Ci raccontava infatti che “l’individuazione di uno stile, attraverso l’estremizzazione dei propri elementi linguistici, sia la via per sfuggire in modo efficace all’omologazione, sia utile a rappresentare la ricchezza e l’intensità dell’io, a produrre quello choc subitaneo, quell’eccitazione sensoriale scatenata dall’incontro con la differenza che è vitale per l’arte e per lo sviluppo delle società”. [Leggi tutto]