Alvin Curran: “Toto Angelica”

Foto: Susan Levenstein
Michele Coralli

Michele Coralli

Giornalista e scrittore, appassionato di musiche contemporanee, di solitudini marine e di paesaggi montani. Dirige e aggiorna altremusiche.it dal 2002.
Michele Coralli
Alvin Curran: “Toto Angelica” (I dischi di Angelica, IDA020, 2005)

Pavarotti non era mai stato invitato ad esibirsi ad Angelica fino a che non ho campionato il suo SI di petto per metterlo in “Toto Angelica” insieme ai patrimoni vocali di Shelley Hirsch, Phil Minton, Catherine Jauniaux, Giovanna Marini, Maggy Nicols, Mike Patton

Così Alvin Curran presenta la sua opera di “taglia e cuci” sui materiali sonori ripescati dal decennale archivio del festival bolognese. Nel 2001 il progetto è stato presentato ad Angelica, ma dopo 30 minuti di esecuzione il Mac ha abbandonato Curran con il patetico addio “It’s not my fault”. Nonostante i tentativi per far continuare la perfomance il compositore si è dovuto arrendere alla definitiva rottura della macchina. L’idea però di recuperare quei materiali, ri-mixandone alcune parti e aggiungendone nuove, non ha abbandonato Curran e, per merito anche delle insistenze di Massimo Simonini, lo zibaldone sonoro che sintetizza più di dieci anni di Angelica è diventuto una realtà. In 76 minuti viene presentata la performance originale e quella re-mixata, con le voci del Mac che prende le distanze dai propri limiti di sovraccarico, più una serie di brevi composizioni in live processing assieme a Domenico Sciajno.

Curran non è nuovo ad operazioni di questo genere: già nel 1999 aveva manipolato l’archivio sonoro di Donaueschingen e della Knitting Factory, facendone anche lì dei ritratti pirata che centrifugavano frammenti e creavano percorsi musicali dissociativi raccolti attorno ad un’idea di blob sonoro che si fatica a immaginare come costruzione formale. Ed è proprio al momento della fruizione che viene meno quel senso di pertinenza che eliminerebbe i dubbi su alcune scelte di montaggio. In pratica viene troppo spesso da chiederci: perché quel frammento e non un altro? Le domande sono oziose, ovviamente. Ma una provocazione la vogliamo lanciare. Quanti “Toto” sono possibili al mondo? Sono tutti plausibili?

2006 © altremusiche.it

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