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Sciamana, profetessa delle diplofonie gutturali e
oggi vestale dell'elettronica post-moderna. Sainkho è uno
di quei personaggi che faticano ancora ad essere completamente messi
a fuoco, anche per demerito di certe idealizzazioni naturalistiche
che non sempre aiutano a capire meglio la sua musica. L'approccio
qui seguito non è diretto, né circoscritto alla sola
attività musicale. Il pretesto è quello di una raccolta
di testi poetici scritti tra il 1997 e il 2004. Attorno un saggio
introduttivo comprendente una brevissima guida all'interpretazione
delle liriche, un piccolo inserto fotografico, un breve racconto,
un CD con brani tratti da registrazioni radio, live e inediti vari,
ma soprattutto (ed è la cosa più interessante di tutte)
la riproduzione delle notazioni grafiche di alcune performance,
che racchiudono l'universo più affascinante di Sainkho: quello
che si ispira al Libro Tibetano dei Morti, ai disegni che ispirano
interpretazioni aleatorie, i diagrammi che rimandano alle grafie
complesse della musica contemporanea. Si potrebbe allora rincominciare
da lì.
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| ©
altremusiche.it / Michele Coralli |
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