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Un libro che contiene 400 illustrazioni di altrettante
copertine di dischi che comprendono un periodo che parte dagli '20
del Novecento fino ad arrivare al 2002 aspira a diventare una sorta
di feticcio del feticcio. Se nella cultura pop hanno assunto un
ruolo di preminenza artistica anche gli oggetti di uso comune sdoganati
da formule come quella dell'art déco, è sempre più
motivo di compianto la nostalgia legata all'oggetto che un tempo
veniva chiamato Long Playing o comunque vinile. Come è semplice
immaginare, la cura affidata alla confezione in passato superava
di gran lunga l'attuale, essendo capace di dare stimoli anche nel
senso di un eccesso inutilmente pacchiano. Del resto l'avvento del
CD che ha invaso i mercati nel 1984, così come tutti gli
applicativi grafici dei personal computer, hanno spinto molti a
fare dischi senza curare troppo l'aspetto esteriore della confezione:
ma la cosa non riguarda soltanto i cari vinili, quanto buona parte
dei prodotti industriali in commercio.
L'evoluzione grafica delle copertine dei dischi è
un ottimo spunto per trattare un argomento che meriterebbe però
una più precisa analisi che faccia utili riferimenti anche
allo sviluppo della grafica in generale, dagli anni '20 fino a oggi.
In tal senso è inutile dare un mero elenco di foto di copertine
(pare scannerizzate dalla ricca raccolta dell'autore), senza considerare
come si presentavano in ogni epoca riviste, giornali, manifesti,
fotografia, tipografia e quant'altro (visto poi che della stessa
collana XX secolo la Electa ha programmato una serie di volumi dedicati
a fumetto, design, automobili e manifesti).
Il rischio ampiamente corso in questo volume
è quello di una mera trattazione sentimental-descrittiva,
quasi per voler parlare di sé attraverso i propri dischi.
E purtroppo si ricade proprio in questo: un ampio apparato di didascalie
descrive, a volte un po' pedissequamente, ciò che possiamo
vedere anche con i nostri occhi. Meglio sarebbe stato allora una
qualche storicizzazione, con qualche culto del retroscena "alla
Bertoncelli", tanto per rendere il tutto più nostalgico,
ma anche succulento. Inutile fare dei nomi: facile mettersi a discutere
sul perché e il percome di certe esclusioni o di certe presenze.
Ottimo comunque per ricordi e scansioni.
maggio 2004 © altremusiche.it / Michele Coralli

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