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Steve Piccolo Hilarity Workshop + Elliot Sharp

Teatro di Portaromana, Milano, 11 marzo 2002

di Michele Coralli
   

Tra le proposte dell'edizione 2002 di Suoni e Visioni non sarebbe certo da segnalare la serata dedicata alla musica di ricerca e alla multimedialità, di cui si fanno discutibili promotori l'Hilarity Workshop, ospite Elliot Sharp, con una manciata di video maker, su cui si può anche soprassedere. Forse per merito dell'aspettativa determinata dalla presenza in questi mesi di sperticate critiche positive sul chitarrista americano (avanguardia newyorkese, John Zorn, ecc. ecc.), ma lo stupore provocato da un'improbabile esibizione non ci ha abbandonato fino al momento della stesura di questa recensione. Intendiamoci, Sharp è un ottimo musicista, che sa inventare e sperimentare.

Al Portaromana però si è visto un manipolatore troppo teso a creare effetti speciali per gli amanti dell'avanguardia dell'ultima ora, che a "fare musica" (una di quelle cose che dovrebbe essere sempre tenuta presente). Troppe masturbazioni tecnologiche invece (e molta fuffa) nella sua esibizione durata in tutto una mezz'oretta. Sharp zampetta tra un multieffetto e l'altro, manipola, somministra basse frequenze da far tremare le strutture portanti del teatro (in via di demolizione per far posto a un più prosaico autosilos). Ma non sono molte le idee che fanno breccia. Migliore il momento in cui si confronta con il sax contralto, che viene affiancato da un grappolo di campioni messi in simultanea con l'emissione dello strumento a fiato (fortunatamente poco filtrato). Ma la serata è stata monopolizzata dall'idea multimediale (sempre più stucchevole nella sua presunzione di modernità), che ha stimolato la messa in scena di "Expedition/Derive" di Steve Piccolo e che ha tenuto banco ben oltre il sopportabile. Affastellamento di canzoni (Cohen e Beatles ringraziano) e poesie (Baudelaire e bet generation tranquillamente scomodati) con il solito DJ che somministra basi, ma sopratutto con una perizia a dir poco dilettantesca.

Domande: Piccolo è un bassista o un cantante? Il fatto che sia stato membro dei Louge Lizards di John Lurie autorizza a tirarlo dentro a una rassegna che fatica sempre a trovare idee nuove? Occorrerebbe essere più cauti quando si entra nei territori di confine. Pertinenza e legittimità sono dei problemi da risollevare quando l'idea di modernità perde senso. Video, campioni, sampler non bastano, ci vogliono idee che sostengano la tecnologia e non grandi apparati per tenere il piedi un poco fascinoso nulla.

dicembre 2003 © altremusiche.it / Michele Coralli