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Nella musica di Xenakis tutto ciò che sembra
semplice, elementare e addirittura banale è invece frutto
di un processo compositivo che si addentra nei recessi della matematica
e del calcolo probabilistico, ossia di quell'applicazione al mondo
dei suoni da parte della scienza dei numeri, che il compositore
greco aveva definito stocastica. Alla musica è affidato
il ruolo di condensare l'intelligenza del suo architetto/artefice
attraverso i calcoli probabilistici di quest'ultimo, capace di creare
regole basate su processi matematici, così come un tempo
il compositore basava le sue opere su processi armonici e tonali.
Il parametro musicale forse più immediatamente rappresentabile
in senso matematico-razionalista è il ritmo, immediatamente
riferibile a numeri e a operazioni a essi correlate, capaci di determinarsi
mediante calcoli probabilistici. Quale migliore compagine di un
ensemble percussionistico allora per dare evidenza a figurazioni
ritmiche messe in successione stocastica?
Ecco allora tre composizioni per ensemble di percussioni
che riflettono la natura speculativa di Iannis Xenakis: Persephassa
del 1969 composta per i Percussionisti di Strasburgo (per i quali
il compositore avrebbe affermato: "sono dei fabbricanti di
suono allo stato concreto, io lo fabbrico allo stato astratto").
Segue Psappha del 1975 e Okho del 1989. Inutile dire
che il Demoé Percussion Ensemble non solo riesce a fabbricare
suoni, come era nelle volontà di Xenakis, ma anche a mantenere
un rigore virtuosistico, che difficilmente riesce a cogliere chi
ha gli occhi lontani dalle partiture. Fidiamoci allora delle note
del disco che parlano di "densità verticale che impegna
in alcuni casi l'interprete a eseguire fino ad undici attacchi contemporaneamente...".
Qualcosa che sicuramente sfugge alla routine interpretativa anche
del migliore percussionista in circolazione.
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| ©
altremusiche.it / Michele Coralli |
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