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Il compositore ferrarese Nicola Sani, che già
si è fatto notare durante i festival Musica Presente e Nuova
Consonanza, ha alle spalle un deciso impegno compositivo orientato
al trattamento elettroacustico del suono e, in particolare, nel
suo accostamento ai timbri di alcuni strumenti acustici, nel filo
della tradizione di una scuola che prende le mosse negli anni Cinquanta
da autori quali Maderna e Berio. Se, come nota Luigi Pestalozza,
la reazione italiana al purismo elettronico tedesco e francese ha
generato una maggiore attenzione nei confronti dei trattamenti degli
strumenti acustici e della voce umana, allora anche l'attività
compositiva di Sani si inserisce in questo quadro, dopo quasi cinquant'anni
da quei tempi pionieristici. Sì, perché questa raccolta
di composizioni, che si fregia anche di un bellissimo titolo, Oltre
il deserto spazio (che è anche un brano per ensemble
strumentale), serba in sé un certo alone manieristico, che
ci riporta inevitabilmente agli antichi modelli.
Ciononostante la musica di Sani vive di interessanti
giochi di chiaroscuri e di prospettiche suddivisioni degli spazi,
che creano quel senso di profondità capace di far percepire,
in modo immediato, strutture e organizzazioni. Rarefazione e sintesi,
soprattutto nell'utilizzo dell'elettronica, rendono composizioni
come Sonore image de mon absence (per violoncello e nastro),
Un canto dell'isola (per violino solo) e Binari del tempo
(per flauto e nastro) delle esplorazioni nei territori del suono
appena percepibile, ma non per questo meno stimolante.
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altremusiche.it / Michele Coralli |
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