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Blue Reve come
"sogno blu", languido colore notturno (o marino) a cui
sono ispirati i brani di questo impeccabile trio svevo-americano,
messo in piedi su iniziativa della alto sassofonista e flautista
svedese Biggi Vinkeloe, che già avevamo avuto modo di conoscere
nel corso di una nostra intervista su questo sito.
Due bracci di mare a confronto: quello della baia
di San Francisco e il Kattegat di Göteborg; ma anche tre modi
di intendere lo stesso blu, quello sì delle blue notes,
messe però a confronto con molti stilemi free, vissuti
con rispetto e tanta nostalgia per il ricordo di molte atmosfere
graffianti. Molto Mingus e Dolphy nelle corde e nelle ance rispettivamente
di Ellis e Vinkeloe, anche se qui quel blu rispecchia più
da vicino il colore di molte coste scandinave, piuttosto che quello
dei confusi melting pot statunitensi di certi Out To Lunch o
Fables of Faubus. In altre parole: più intimismo che
esuberanza.
Ma, nonostante gli ambiti siano quelli che a qualcuno
piace ancora definire "radicali", in Blue Reve si
respira a pieni polmoni melodia, sentimento e Africa, più
che suoni parassiti, ragione e Europa. A volte si ha bisogno anche
di questi...
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| ©
altremusiche.it / Michele Coralli |
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