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Un quintetto, quello del baritonista/sopranista Alberto
Pinton, che riunisce un affiatato gruppo di musicisti provenienti
da quel di Stoccolma che guardano tutti a quell'area pre-free, dal
solido piglio modale e dalla scarsa propensione alla rottura timbrico/formale.
Il tessuto sax/trombone versus marimba, con consueta ritmica di
sostegno abbraccia con devozione una scuola jazzistica, che pur
indifferente allo swing, è ancora ben attenta alle forme
e ad un certo tipo di "educazione musicale". Là
dove si insinuano le migliori divagazioni si riescono ad evocare
certe vertigini afro-sheppiane o certe magnifiche orchestrazioni
brit-jazz, mentre la ricerca della complessità di fraseggio
e dell'irregolarità ritmica situano il linguaggio in un'area
che tesse profonde analogie con molto di quel jazz raffinato degli
anni '80 e '90, tanto pulito quanto dimenticato.
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altremusiche.it / Michele Coralli |
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