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Pink Saliva
"Pink Saliva" (CD & Records, &11, 2010)
di Michele Coralli
   

Dopo aver toccato vertici di impalpabilità formale dettati da orientamenti glitch di non ritorno (e pensiamo alla parabola microwave di Klaxon Gueule) Michel Côté e compagni si rituffano in ambienti sonori nei quali timbri e gesti tornano all'umano. Luoghi dell'improvvisazione al posto di pura manipolazione, strumenti reali prima ancora virtuali. In tempi di transgenia musicale è bene premetterlo. E se l'immaginario di Klaxon Gueule, pur nella più remota distanza dell'etichettatura, poteva riportarci a un mondo della canzone rock, quello di Pink Saliva non può non condurci disordinatamente verso il mondo dello standard jazz più apocrifo e meno rispettoso di quelle tante regole auree che hanno soffocato il genere.

Jazz, comunque e nonostante tutto, poiché sembra facile riconoscere all'interno dei diversi segmenti cesellati con cura epigrammatica e grande gusto coloristico quel pattern di facile presa che un tempo era ritmo e armonia, oggi è pulsazione e rumore. E se qua un beat ossessivo fa la sua comparsa tra le macerie di un rave perduto, là un larsen si mescola ad anticaglie psichedeliche per poi dare spazio ad un'ambient contaminata e contraddetta da meditabonde esplorazioni percussive nelle quali Côté mette (finalmente) in evidenza doti di grande fantasista della batteria. Un altro lavoro da appuntarsi da parte della premiata ditta &.
© altremusiche.it / Michele Coralli

Su am: vedi la recensione di "Chicken" di Klaxon Gueule

Su am: vedi l'intervista a Michel F. Côté

Su am: vedi la recensione di "La notte fa" di Michel F. Côté & a_dontigny