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Una triade rivoltata,
esposta in arpeggio su tempo lento, viene intonata da un pianoforte
mentre un violino, su un pianissimo, esegue una melodia composta da
brevi motivi che si richiudono risolvendo quasi immediatamente, anche
se il movimento, dallandamento circolare, sembra non aver termine.
Si tratta di Spiegel im Spiegel, uno dei pezzi più eseguiti
di Arvo Pärt, qui interpretato dal grande violinista russo Vladimir
Spivakov e dal pianista Sergej Bezrodny. Lo stesso pezzo viene ripetuto
con delle minime variazioni altre due volte, una delle quali nella
versione per pianoforte e violoncello. Il tutto incornicia simmetricamente
Für Alina, laltra composizione presente sul cd,
anchessa reiterata per due volte. E un pezzo per pianoforte
solo, costruito su una scarna melodia al di sopra di unarmonia
molto rarefatta. Il risultato sono cinquanta minuti di unatmosfera
uniformemente ciclica, in cui la simmetria speculare maschera la ripetizione.
È ormai molto tempo che il compositore estone
ha abbandonato i modelli estetici e stilistici della "Neue Musik"
a vantaggio di uno stile molto personale definito e coniato da lui
stesso come "Tintinnabulum", di cui Für Alina del 1976
è un primo esempio. Si tratta della creazione (non certo
ipertrofica) di elementi musicali a partire da una formula semplice,
come ad esempio una triade o, se vogliamo, una eliminazione di dati
inessenziali. Lo stile è inconfondibile, la musica suggestiva.
Ma perché questa reiterazione degli stessi brani, quasi a
creare un unico tappeto sonoro?
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| da: "Amadeus",
n.123, 2000 © Paragon / Michele Coralli |
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