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Un singolo per tre brani elettronici che allungano
i loro spinotti nei mixer contaminati della musica sintetica attuale,
tra no wave e grindcore, noise e improvvisazione. Panorami occlusi,
forzature, tensioni ed enfasi sui timbri che più indugiano
nel basso ventre; loop e suoni rubati in un editing concentrato
su intensità di suono e riempimenti. Quella di OVO, alias
di Stefania Pedretti e Bruno Dorella, e K.K. Null, già Japanoizu,
chitarrista degli Zeni Geva e collaboratore di Otomo Yoshihide e
Steve Albini, rimescola lo spettro sonoro per toglierne ogni attimo
di respiro, cancellare ogni tipo di rarefazione. In Protostar
si mette in luce un certo sapore seventies, comico-cosmico, mentre
in Tails il referente più immediato è quello
di certo trash anni '80. Claws invece è un puro ritmo
industriale post-futurista vanificato da un inaspettato fading
out. Anche nei contesti più tecnologici lo sguardo sembra
più confidenzialmente indugiare nella direzione del passato
recente, piuttosto che nel determinare nuovi panorami virtuali.
© altremusiche.it / Michele Coralli
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