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Dietro alle scorrerie del trio formato da Andy Moor
(chitarrista di the Ex), Thomas Lehn (al sinth EMS analogico, già
al fianco di Eugene Chadbourne) e John Butcher (sax tenore e soprano)
si celano esperienze che si legano ormai, più che all'improvvisazione
radicale tout court, al mondo dell'indagine elettroacustica, nella
sua dimensione più schiettamente esplorativa. L'etichetta
inaugurata da Moor, l'olandese unsounds (sede Amsterdam), non pone
limiti né controlli né alla condotta, tanto da rendere
possibile la realizzazione di una session come questa, per così
dire "senza rete". Del resto basterebbe la programmatica
definizione di "non suoni" per determinare qualche curiosità
in più rispetto al disco che ci troviamo di fronte.
E le premesse non deludono le aspettative: terrazze
vintage si stratificano sopra i riff ossessivi delle chitarre distorte
di Moor e sulle nuances elettroniche di Lehn, in un rapporto che
difficilmente raccoglie la dialettica formale/informale. Quattordici
pezzi in cui è sono stati particolarmente curati gli aspetti
della registrazione in presa diretta e l'editing, caratteristiche
ormai imprescindibili nella documentazione di musicisti di questo
tenore, capaci come attiene ai grandi, di creare una notevole iterazione
o interplay, come dicono i critici del jazz (che amano particolarmente
questo inglesismo), in un contesto in cui astrazione e disorientamento
spesso complicano il quadro generale.
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| ©
altremusiche.it / Michele Coralli |
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