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"Your Very Eyes", ovvero quando un luogo
in cui si svolge una performance diventa non solo un elemento di
ispirazione, ma strumento stesso che genera forma e dirige specifiche
scelte. Limitandoci alle situazioni più in sintonia con la
presente, vale la pena qui ricordare il lavoro di John Butcher in
una miniera giapponese ("Cavern
with Nightlife"). La performance di Gianni Mimmo (sax soprano)
e Xabier Iriondo (apparecchiature lo-fi e strumenti a corda autocostruiti:
taishi koto, mahai metak) sfrutta spazi che fino a questo momento
non avevano goduto di analoghe esplorazioni come la chiesa di Santa
Maria alle Malve di Matera, luogo scavato nella roccia e risalente
al X secolo. L'atmosfera fresca e rarefatta di questa sessione di
registrazioni, effettuate in un'unica presa nel giugno del 2007,
impone scelte compositive che non si fa fatica a immaginare: sfruttamento
del riverbero ambientale, dosaggio dei suoni, scelta precisa dei
timbri e un certo qual contegno liturgico in rispetto alla sacralità
del luogo (Mimmo parla appunto di "salmodia laica").
A dispetto di un'articolazione che suddivide la performance
in brani distinti, un continuum armonico-strutturale determina un'unità
complessiva basata soprattutto sui drones creati da Iriondo sugli
strumenti a corda, ribattuti, messi in risonanza e sporcati da microfoni
e circuiti low-fi. Il sax di Mimmo è plastico e controllato,
non sempre in funzione di pura ricerca di suoni, bensì in
quasi costante costruzione melodica. La fraseologia è secca,
segmentata, mai compiaciuta o indotta a facili lirismi.
Perché, sebbene non si possa certo ascrivere
lavori come "Your Very Eyes" all'alveo dell'improvvisazione
più radicale, questi paesaggi non sono quasi mai di natura
consolatoria. Tanto per fare qualche paragone scomodo, quando si
portano degli artisti in chiesa, può capitare di provocare
infatuazioni mistiche che provocano stucchevoli ispirazioni musicali
(basti dare un'occhiata a certe location in cui recentemente si
è mosso uno come Surman). Qui, fortunatamente, nulla del
genere eppure un certo volto umano rende il lavoro di Mimmo e Iriondo
di quasi immediato impatto, proprio perché non sovraccarico
di sovrastrutture. Merito forse anche del caldo sole del Sud e del
fresco dei millenari sassi di Matera.
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| ©
altremusiche.it / Michele Coralli |
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