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Mariani - Laforgia - Giust

"La città è piccola di notte e mi sento un cane" (Setola di maiale SM 730 /AFK 010, 2004)

di Michele Coralli
   

Il Miles Davis più incantato dall'universo elettrico/elettronico illumina l'orizzonte di Giuseppe Mariani, che ha ben appreso la lezione sui dosaggi e le qualità/quantità necessarie a un emulo del grande trombettista afroamericano. Attorno alle sue note centellinate (spesso filtrate su eco dal sapore vintage) si costruisce un'impalcatura scarna plasmata dagli accompagnamenti ritmici dilatati di Stefano Giust, dalle fratture disegnate dal contrabbasso di Vito La Forgia e dall'elettronica di disturbo sempre di Mariani. Nel complesso un ambito, quello più strettamente jazzistico, in cui i musicisti AFK si trovano certamente più a proprio agio, rispetto alle tortuose strade dell'improvvisazione senza rete, spesso resa ancor più erta e spinosa dal disinvolto uso di manipolazioni e trattamenti del suono.

Lo scheletro di questa città è assolutamente essenziale, forse fin troppo nudo per un trio che, se non fosse per qualche evidenza di modernità, potrebbe riportarci, per una quasi standardizzata visione delle alternanze tutti/solo, a certi set semi-improvvisativi post-free. I tre sembrano comunque voler continuare a mantenere l'indecisione tra elettronica con forte connotazione jazzistica e jazz con computer accesi. Entrambi i casi li situano in un limbo sperimentale da cui continuano a uscire idee radicali, spesso suggestive, sempre stimolanti.

© altremusiche.it / Michele Coralli