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AA.VV. - Dario Macaluso
"Le corde di Sicilo" (Unda Maris, UME CD01, 2004)
di Michele Coralli
   

Una melodia e un testo scritti duemila anni fa su una stele che sprona il passante a cogliere l'attimo perché il tempo lo consuma è il motivo della commissione rivolta a quattordici autori contemporanei da parte del chitarrista Dario Macaluso. In una sorta di variazioni su un tema (come quello di cantus firmus), che è in realtà una melodia scritta nell'antico modo frigio, a suo tempo servita da ispirazione ad Aldo Clementi, si confrontano ora altri autori contemporanei molto eterogenei. Le atmosfere che ognuno racchiude creano dense sfumature e chiaroscuri volta per volta assimilabili ad un'aura spesso descrittiva, o solare e, con le dovute eccezioni, luminosa. Le scelte timbriche di Giovanni Damiani, l'inno ecumenico di Dimitri Nicolau, l'arpeggio ripetitivo di Giovanni Sollima, l'andamento pastorale di Marco Betta, il libero excursus di Lucio Garau, l'andamento modale di Gaetano Randazzo sono solo alcune delle impressioni riscontrabili ad un ascolto della lunga raccolta di brani. Una possibile ricerca di simmetrie interne con stacchi significativi, o piccoli sipari (magari elettronici) aiuterebbe però ad affrontare una scaletta chitarristica che per merito dei suoi settanta minuti ha bisogno di un ordine per aiutare a contrastare un possibile disorientamento. Ovviamente scelte di questo tipo attengono alla produzione che si dimostra ormai sempre più necessaria anche alle più banali registrazione casalinghe in CD-r. Dato che non è questo il caso, potrebbe tornare utile mettere a frutto capacità di confezionamento anche su repertori con meno storia discografica alle spalle come questi. A guadagnarne alla fine è sempre la musica.

© altremusiche.it / Michele Coralli