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Un lavoro organizzato attorno a un'elettronica pacata
e circolare, una musica d'ambiente o sound art che, come nella migliore
tradizione del genere, tende potenzialmente a dare rivestimento
sonoro a un luogo, di qualunque natura esso sia. Musica come questa
nasce con la vocazione di riempire uno spazio fisico, sostituendosi
in qualche modo all'aria che respiriamo. Ambiente, quindi, nella
più nobile delle accezioni, secondo quanto Erik Satie aveva
in qualche modo teorizzato. E se nel caso del francese la costruzione
si ergeva attorno a semplici concezioni pianistiche, l'incontro
tra il chitarrista Andrea Ferraris, il turntablista Eugenio Moggi
e il rumorista/tecnico del suono Gianmaria Aprile trova un felice
punto di contatto nella realizzazione di lunghi e ipnotici drones
elettronici che si dipanano sopra dei paesaggi screziati da prospettive
rumoristiche e field recordings suggestivi, come una sorta di lunga
variazione sul tema. Like Little Garrisons Besieged, tanto
per fare un esempio, si dipana attorno a un lentissimo arpeggio
di chitarra acustica che si confronta con il suono di quello che
sembra quello di un vecchio synth analogico (che poi muta in fisarmonica),
poi circondato da suoni liquidi e gocciolanti. Tre parti quindi
che creano una prospettiva spaziale molto semplice, ma anche molto
efficace. Si direbbe artigianato, ma unicamente per dare senso al
lavoro di cesello sopra il dettaglio sonoro, piuttosto che sulla
banalizzazione industriale data da tappezzerie appiattite da armonie
ripetitive.
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| ©
altremusiche.it / Michele Coralli |
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