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Innocent X

"Haut/Bas" (Label Bleu, LBLC 6630, 2002)

di Michele Coralli
   

Dietro il criptico nome di Innocent X (chissà? Magari potrebbe esserci anche un riferimento a papa Innocenzo decimo...) si cela un trio dall'organico inconsueto (due chitarre e una batteria) che trova i propri addentellati in una certa impetuosità di stampo King Crimson (forse più quelli di Red, che non i più recenti con Adrian Belew), sebbene la maggiore predisposizione alla tessitura ripetitiva e ipnotica ne facciano un gruppo sicuramente meno ricco di sorprese di quello di Robert Fripp. La lezione di quest'ultimo sembra comunque chiara alle chitarre di Pierre Fruchard e Cedric Leboeuf, sempre in grado di completarsi a vicenda, piuttosto che prevaricarsi. Da notare come l'assenza di qualunque altro strumento, così come quella di una voce, non faccia mancare nulla nel corso di tutti i cinquanta minuti del cd.
Asphalte apre con una semplice, quanto tagliente, figurazione alla chitarra che martella un ostinato, ben osservato da una batteria secca e priva di orpelli, ben ammaestrata da Etienne Bonhomme; delle percussioni in secondo piano evocano, tanto per rimanere coerenti al raffronto con i King Crimson, quei magici interventi alla Jamie Muir. Brani invece come Haut/Bas languono in quel limbo semi-improvvisativo che asseconda sviluppi molto lenti, senza mai perdersi nel superfluo. Mentre altrove la cura dei suoni riesce a dosare nella maniera opportuna l'impasto naturale e l'apporto elettronico: Premier Baiser, giocato su un 2/4 e assolo di chitarra con archetto, ma anche Oui Madame, con un ipnotico riff processato, quasi un didjeridoo, o la sussurata In vitro, costruita sul un pedale in vibrato. Se da una parte assistiamo alla proliferazione di tanto rock di maniera, non è raro scoprire gruppi capaci di un linguaggio, anche se non totalmente innovativo, certamente originale. I francesi Innocent X appartengono a quelle rare frange di musicisti rock la cui musica si lascia ascoltare ancora con vivo interesse.
© altremusiche.it / Michele Coralli

Su am: vedi la recensione di Innocent X "Fugues"