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Personalmente, l'ultimo Hammill che avevo ascoltato
era stato quello di Out of Water (1990) e la considerazione
che ormai uno degli eroi del rock progressivo fosse giunto al capolinea
me la sono portata dentro per tutti questi ultimi anni, non avendo
voluto dare a Hammill altre chance per riabilitarsi. Poi mi è
capitato tra le mani questo This e quasi con sfiducia l'ho inserito
nel lettore. Poi ho scoperto che è un disco stupendo e che
il vecchio Peter ha ancora smalto da vendere. Il cd comprende sette
canzoni, più alcuni frammenti vocali distribuiti qua e là.
Ebbene in questi sette brani c'è tutto l'Hammill che abbiamo
amato. In Unrehaersed ritroviamo i Van Der Graaf di Undercover
Man; Stupid ricorda la frippiana Chicago; Since
The Kids è le tipica ballata introspettiva di Hammill,
il quale riflette sul suo "ritratto famigliare"; Nightman
e Fallen (The City of Night) sono ulteriori momenti di riflessione
indotta dalla quiete notturna e dalla fissità delle cose (Still
Life?). in Always is Next compare l'Hammill più
tagliente, supportato da suoni elettronici e dagli stacchi ben noti
dei sax di David Jackson, qui gradito ospite; The Light Continent,
un lungo brano per voce e tastiere ambient, è forse quello
più atipico, anche se sotto sotto ci si può scovare
qualcosa di Pioners over c. There is no fear here.
© altremusiche.it / Michele Coralli
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