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Peter Hammill

"This" (Static Music, FIE9118, 1997)

di Michele Coralli
   

Personalmente, l'ultimo Hammill che avevo ascoltato era stato quello di Out of Water (1990) e la considerazione che ormai uno degli eroi del rock progressivo fosse giunto al capolinea me la sono portata dentro per tutti questi ultimi anni, non avendo voluto dare a Hammill altre chance per riabilitarsi. Poi mi è capitato tra le mani questo This e quasi con sfiducia l'ho inserito nel lettore. Poi ho scoperto che è un disco stupendo e che il vecchio Peter ha ancora smalto da vendere. Il cd comprende sette canzoni, più alcuni frammenti vocali distribuiti qua e là. Ebbene in questi sette brani c'è tutto l'Hammill che abbiamo amato. In Unrehaersed ritroviamo i Van Der Graaf di Undercover Man; Stupid ricorda la frippiana Chicago; Since The Kids è le tipica ballata introspettiva di Hammill, il quale riflette sul suo "ritratto famigliare"; Nightman e Fallen (The City of Night) sono ulteriori momenti di riflessione indotta dalla quiete notturna e dalla fissità delle cose (Still Life?). in Always is Next compare l'Hammill più tagliente, supportato da suoni elettronici e dagli stacchi ben noti dei sax di David Jackson, qui gradito ospite; The Light Continent, un lungo brano per voce e tastiere ambient, è forse quello più atipico, anche se sotto sotto ci si può scovare qualcosa di Pioners over c. There is no fear here.

© altremusiche.it / Michele Coralli