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In coincidenza con una serie di progetti legati alla
valorizzazione delle molteplici dimensioni della fisarmonica contemporanea
che trovano su questo sito una particolare attenzione (vedi le recensioni
di Jacomucci e Gambetta),
anche in casa ECM si muovono iniziative discografiche che coinvolgono
musicisti come il giovane norvegese Frode Haltli, forse già
noto ad alcuni per la sua partecipazione all'ensemble di Trygve
Seim, ma anche per le sue esplorazioni improvvisative con gli inglesi
Phil Minton e Pat Thomas. Molti, come Gianni Coscia, lo hanno apprezzato
come sensibile interprete, capace di valorizzare oltre a ogni facile
immaginazione il respiro del suo strumento, in netta opposizione
alla convenzionale dimensione virtuosistica che può scaturire
da un'acritica contiguità con il tango e le tradizioni popolari.
In questo Looking on Darkness, che segna
il suo esordio come solista per l'etichetta tedesca, Haltli promuove
una serie di composizioni scritte per lui da una serie di giovani
autori nordici: Bent Sørensen (il più noto), PerMagnus
Lindborg, Maja Solveig Kjelstrup Ratkje, Magnus Lindberg, Asbjørn
Schaathun (tutti in età compresa tra i trenta e i quarantacinque
anni). La vicinanza di sensibilità tra interprete e autori
non sembra un mistero, così come la comune infatuazione per
i paesaggi rarefatti che promanano dal mantice del fisarmonicista.
Ma non si pensi ad una raffigurazione convenzionale di tali paesaggi,
che, al contrario, vivono in una veste che sa trovare un giusto
equilibrio tra esuberanza vibrante, a tratti dissonante in modo
davvero tagliente, e il carattere introspettivo (chiamiamolo anche
malinconico) che la fisarmonica, anche quella contemporanea, riesce
sempre a portare con sé.
© altremusiche.it / Michele Coralli
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