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Maurizio Grandinetti

"EquiVoci - John Cage e John Dowland" (il manifesto, CD 110, 2003)

di Michele Coralli
   

Equivoci, forse non tanto come fraintendimenti, quanto come incroci casuali che generano esiti inaspettati, accostamenti di gusti non accoppiati e inattesi, come il dolce suono di un ricercare tardo-rinascimentale e l'acre odore dell'avanguardia. Forse è proprio questa la strada da percorrere per provare qualche straccio di emozione in mezzo a tante, pretestuose e inutili contaminazioni. Il chitarrista Maurizio Grandinetti ha trovato un percorso coerente e fantasioso nell'accostamento/giustapposizione tra una mezza dozzina di composizioni del compositore elisabettiano John Dowland e otto brani di John Cage.
Ora è noto che nessuno dei due abbia concepito nessuna delle opere in questione per chitarra, bensì il primo si è cimentato nel liuto e il secondo sui celebri pianoforti preparati e altri strumenti utilizzati in maniera non ortodossa. Grandinetti traduce tutto per la sua chitarra: senza problemi nel primo caso, con qualche sforzo di fantasia invece di fronte al problema della preparazione della chitarra, a cui si fa fronte con dovizia di mollette, pezzi di legno e di metallo per ricostruire o rievocare quel suono così gamelan di matrice cageina, celebrato nei pianoforti a coda di una buona schiera di pianisti d'avanguardia.
Non si riesce a capire se suonano più cristallini i preludi e le fantasie di Dowland, piuttosto che i brani di Cage come In a Landscape o Music for Marcel Duchamp. Entrambi labirinti in cui è bello perdersi.

altremusiche.it / Michele Coralli

Su am: vedi recensione di "John Cage - Complete Piano Music, vol.1"