|
| |
Duo sottile e rarefatto, ma dal notevole spessore.
Del sassofonista siciliano ne abbiamo già detto bene in più
di un'occasione. Tra i personaggi italiani che sanno legarsi al
mondo dell'improvvisazione internazionale Gebbia è senza
dubbio quello che riesce a farlo in maniera più convincente
e originale, avendo anche la capacità di dare ai propri suoni
una forte koinè mediterranea non sottovalutabile. A Gebbia
si affianca il conterraneo Camarda, bassista elettrico e compositore
di pregio, che sa mettere insieme mai banali scelte timbriche con
l'estemporaneità di trovate improvvisative non casuali (in
evidenza già nel suo esordio, Solo per Exaudi Records)).
Un suono manipolato senza eccessi, tra octaver e simil-frippertronics,
situa il suo basso in un limbo espressivo che sa evocare le turbolenze
del fuzz-bass di Hugh Hopper e rendere il suo strumento una creatura
polimorfica come fece a suo tempo Peter Kowald. Vista la sclerotizzazione
dell'ambiente impro, che sta ormai diventando pari a quella della
politica e di molti altri settori produttivi, nomi come quelli in
questione sono da tenere d'occhio. Un po' di freschezza e di originalità
non guasta.
Complessivamente Dell'incertezza è
un lavoro la cui raffinatezza in giro verrebbe celebrata con ben
altre dimensioni, se all'autoproduzione fosse sostituito il nome
di qualche nobile etichetta legata al jazz e all'improvvisazione
di avanguardia. La musica del duo è descrittiva, senza scivolare
nell'ambientività, sapida e ruvida, ma immersa in un mare
di calma e di attesa. I mari del Nord sono immortalati in quelle
note copertine in b/n, immobili e statuarie, mentre lo Stretto di
Messina, in attesa dello scempio del ponte, è ancora in attesa
di qualche scatto da accostare a questa musica, già di per
sé ricca di immagini.
|
|
| ©
altremusiche.it / Michele Coralli |
|
|
|
|
|
| |
|
|
|
|