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Aria di alleggerimento postmodernista nelle serene
e patinate atmosfere del campano Max Fuschetto, oboista dalla formazione
accademica che sul piano compositivo non dissimula contatti con
il mondo dell'ambient minimalista. I giochi popular sono proprio
quelli che si possono organizzare con materiali semplici, all'occorrenza
ripetuti, o, in alternativa, quelli di dominio condiviso: non tanto
tradizionale, ma diffuso sottotraccia tra le mille musiche che girano
nei contesti meno mainstream (quali possono essere oggi i venditori
di kebab o i call center per telefonate internazionali).
Sotto la patina etno-globalizata scorgiamo però soprattutto
canzoni ad organico variabile, tra archi, elettronica MIDI, tracce
di fiati sovrapposti e qualche voce al femminile. Valle Valle
e Portami con te, cantate in Arbëreshë, la lingua
della comunità italo-albanese, riterritorializzano in un
contesto probabilmente ancora poco frequentato una forma che per
tessitura armonica ricorda molto da vicino il belga Wim Mertens,
a dimostrazione del fatto che anche la musica, come la cucina, si
può fare "nouvelle". Evocazione per evocazione
anche Yee moon ye lo sembra "campionare" l'ukulele
di uno di quei brani della Penguin Cafè Orchestra che inventavano
la gioia di finte feste popolari.
In sintesi: un lavoro di artigianato locale che un luogo non ce
l'ha.
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altremusiche.it / Michele Coralli |
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