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Max Fuschetto
"Popular Games" (CD Hanagoori Music / Konsequenz, 01, 2009)
di Michele Coralli
   

Aria di alleggerimento postmodernista nelle serene e patinate atmosfere del campano Max Fuschetto, oboista dalla formazione accademica che sul piano compositivo non dissimula contatti con il mondo dell'ambient minimalista. I giochi popular sono proprio quelli che si possono organizzare con materiali semplici, all'occorrenza ripetuti, o, in alternativa, quelli di dominio condiviso: non tanto tradizionale, ma diffuso sottotraccia tra le mille musiche che girano nei contesti meno mainstream (quali possono essere oggi i venditori di kebab o i call center per telefonate internazionali).
Sotto la patina etno-globalizata scorgiamo però soprattutto canzoni ad organico variabile, tra archi, elettronica MIDI, tracce di fiati sovrapposti e qualche voce al femminile. Valle Valle e Portami con te, cantate in Arbëreshë, la lingua della comunità italo-albanese, riterritorializzano in un contesto probabilmente ancora poco frequentato una forma che per tessitura armonica ricorda molto da vicino il belga Wim Mertens, a dimostrazione del fatto che anche la musica, come la cucina, si può fare "nouvelle". Evocazione per evocazione anche Yee moon ye lo sembra "campionare" l'ukulele di uno di quei brani della Penguin Cafè Orchestra che inventavano la gioia di finte feste popolari.
In sintesi: un lavoro di artigianato locale che un luogo non ce l'ha.

© altremusiche.it / Michele Coralli