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Dall'intrico anatrofobico alla forma dilatata attorno
a suoni centellinati, dal free stralunato dell' EA Quartet all'omoritmia
sgranata e rarefatta di questo nuovo progetto elettroacustico firmato
da Mirio Cosottini, Alessio Pisani e Luca Cartolari. Per non lasciare
esoterici sottintesi spieghiamo che Cartolari (basso elettrico e
live electronics) fa parte del noto ensemble piemontese Anatrofobia,
di cui anche qui si è spesso parlato, mentre Pisani (fagotto
e controfagotto) e Cosottini (tromba, flicorno, tromba slide) li
si conosce per merito di EA Quartett e del Gruppo di Ricerca e Improvvisazione
Musicale, di cui sono entrambi fondatori. Insomma un gruppo di musicisti
che già da tempo si frequentano e da tempo esplorano terreni
che mettono in contatto forme libere e manipolazione elettronica.
Se però nei primi progetti l'intento era quello di confrontarsi
con un linguaggio più complesso e articolato, come si può
dedurre dalla denominazione stessa di questo nuovo trio l'EA Silente
cerca prima di tutto una rarefazione formale finalizzata ad un segno
di sospensione realizzato attraverso la compressione del flusso
sonoro su tre linee parallele: quelle delle rispettive parti strumentali.
Lungo queste linee si muovono con estrema lentezza temi orizzontali
dal marcato andamento accordale (tendenzialmente omoritmico), con
non frequentissimi interventi improvvisativi. Se, da una parte,
i fiati procedono in quasi perfetta sintonia, dall'altra l'elaborazione
elettronica si rende elemento contrappuntistico, quasi un controsoggetto.
Il risultato di questo lavoro (ispirato liberamente dalla storia
di "Aimée & Jaguar" di Erica Fischer) è
quello di un linguaggio molto piano e rettilineo, in altre parole
non tanto votato all'assertività, bensì a un lento
scorrere di eventi apparentemente irrisori, come quelli quotidiani
di una storia proibita.
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| ©
altremusiche.it / Michele Coralli |
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