|
| |
Lavoro organico, almeno nelle intenzioni, questo
Ice Cream Time di Nick Didkovsky, band leader dei Doctor
Nerve. Dieci composizioni (se non si considerano due siparietti
di poco conto) che costituiscono una suite votata al consueto intrico
e all'irregolarità ritmica, vero e proprio tratto stilistico
nella musica di Didkovsky. Se però nel suo manifestarsi in
chiave enfaticamente rock (ovvero nella isterica e rumoristica salsa
Doctor) il linguaggio era coerentemente fissato su un solido e innovativo
architrave che metteva insieme i ritmi più irregolari possibili
con condotte care al più enfatico hard-rock, qui si insegue
un contegno che sembra quasi estraneo, quello più contemporary
o se si preferisce, più accademico.Ovviamente nel senso di
ciò che anche negli Stati Uniti può essere da oggi
considerato accademico, ovvero quell'approccio che si sedimenta
su anni di post-modernismo minimalistico, oggi "tradizione"
che definire accademica non crediamo possa destare scandalo.
Le fanfare scritte da Didkovsky possono essere iscritte a quello
stile votato al patchwork post-modernista che nella sua veste da
camera non crea grandi fremiti. In un'ottica di giustapposizione
si autoevidenziano momenti di totale rallentamento forse più
stimolante, come negli intriganti landscape prodotti dal processing
di Thomas Dimuzio, dilatazioni sospese in mezzo ai nervi tesi di
un dottore molto invecchiato.
|
| ©
altremusiche.it / Michele Coralli |
|
|
|

|
|