testata
home comunicazione sala stampa progetti booking shop contatti
     
 
De Vito, Heral, Urbanek, Reijseger

"Tumulti" (il manifesto, cd106, 2003)

di Michele Coralli
   

Tra la curiosità dell'incrocio di stili diversi e l'eclettismo a ruota libera, questa nuova uscita della napoletana Maria Pia De Vito, in ensemble con il percussionista Patrice Heral, il pianista Paul Urbanek e l'esimio violoncellista Ernst Reijseger, non sembra convincere i palati più raffinati proprio per via di un certo approccio di maniera - perfino nell'accostarsi a Bjork, ricalcata pari pari - in cui prevale da un lato l'idea istintiva buttata giù di getto, dall'altro il salvagente dello standard, dello scat jazzistico o dell'aroma napoletano.
Rispetto alle precedenti uscite, al fianco di Towner e Taylor, in cui la cantante napoletana riusciva a trovare un suo ruolo più preciso e meno strabordante, qui il vestito "sperimentale", per quanto indubbiamente seducente, risulta un po' frivolo...

Ovviamente tanto di cappello alla tecnica della De Vito, che ben si accoppia con quella del notevole Reijseger. La sua voce pare avere pochi limiti, come sembra dimostrare in brani come l'iniziale Zoobab 'de Ouab, in cui tutto l'armamentario vocale viene sfoderato per dare subito un'idea della potenzialità del personaggio. Ma, per buona parte dell'album, si ha la sensazione che più che proporsi questo come un progetto "pensato" e articolato tra quattro musicisti, sia finito invece per diventare un catalogo di possibilità da archiviare alla voce "virtuosismo".

altremusiche.it / Michele Coralli

Su am: vedi la recensione di "Nel respiro" di Maria Pia De Vito