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Musica votata, per una volta per quanto concerne
Setola di maiale, a un lirismo molto ispirato che sa trovare giusti
equilibri tra classicismo elegiaco e ruvidezza "avant",
anche quando si tirano in ballo autori rinascimentali come Giulio
Caccini (sua l'Ave Maria), il notturno Thelonious Monk di Pannonica
e l'acido Hendrix di Who Knows, che qui si merita la palma del migliore
rifacimento. Il Mikiri + 3 è un settetto variabile che allarga
la vocazione jazzistica del quartetto originale di Massimo De Mattia
ai flauti traversi, Biason a banjo e chitarra, Cesselli al piano,
Kaucic alle percussioni, con gli innesti di tre nuovi strumentisti
che ampliano rispettivamente sezione ritmica e melodica (Turchet
al contrabbasso, Grizzo voce e percussioni, Todesco alla fisarmonica).
La miglior capacità dell'intera compagine sembra quella di
sapersi giostrare in mezzo a non semplici composizioni con una spiccata
arte dell'arrangiamento e attraverso soluzioni che guardano sempre
alla valorizzazione dell'elemento sonoro puro, mai scelto con superficialità.
Come si sa è più difficile aver a che fare con materiali
dalle dinamiche molto controllate, piuttosto che chiudersi in un
mondo di rumori, pur di tendenza. Vero è anche che nell'enfatizzazione
dell'elemento melodico si può cadere nella trappola dei buoni
sentimenti, che anche nel jazz ha mietuto migliaia di vittime illustri.
Ecco allora che, come si diceva in principio, il pregio di De Mattia
e compagni consiste soprattutto nell'aver trovato una grazia capace
di dare quadrature al cerchio del non sempre facile comparto improvvisativo
(o semi-improvvisativo). Si attendono conferme nel futuro prossimo....
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© altremusiche.it / Michele Coralli
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