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Massimo De Mattia
"mikiri + 3" (CD Setola di maiale, SM2020, 2011)
di Michele Coralli
   

Musica votata, per una volta per quanto concerne Setola di maiale, a un lirismo molto ispirato che sa trovare giusti equilibri tra classicismo elegiaco e ruvidezza "avant", anche quando si tirano in ballo autori rinascimentali come Giulio Caccini (sua l'Ave Maria), il notturno Thelonious Monk di Pannonica e l'acido Hendrix di Who Knows, che qui si merita la palma del migliore rifacimento. Il Mikiri + 3 è un settetto variabile che allarga la vocazione jazzistica del quartetto originale di Massimo De Mattia ai flauti traversi, Biason a banjo e chitarra, Cesselli al piano, Kaucic alle percussioni, con gli innesti di tre nuovi strumentisti che ampliano rispettivamente sezione ritmica e melodica (Turchet al contrabbasso, Grizzo voce e percussioni, Todesco alla fisarmonica).
La miglior capacità dell'intera compagine sembra quella di sapersi giostrare in mezzo a non semplici composizioni con una spiccata arte dell'arrangiamento e attraverso soluzioni che guardano sempre alla valorizzazione dell'elemento sonoro puro, mai scelto con superficialità. Come si sa è più difficile aver a che fare con materiali dalle dinamiche molto controllate, piuttosto che chiudersi in un mondo di rumori, pur di tendenza. Vero è anche che nell'enfatizzazione dell'elemento melodico si può cadere nella trappola dei buoni sentimenti, che anche nel jazz ha mietuto migliaia di vittime illustri. Ecco allora che, come si diceva in principio, il pregio di De Mattia e compagni consiste soprattutto nell'aver trovato una grazia capace di dare quadrature al cerchio del non sempre facile comparto improvvisativo (o semi-improvvisativo). Si attendono conferme nel futuro prossimo....

© altremusiche.it / Michele Coralli

Su am: vedi l'intervista a Stefano Giust - Setola di maiale: il suono delle minoranze rumorose