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Carla
Bley non è nuova a composizioni per gruppi cameristici classici:
questa sua esperienza iniziò già nel 1985, quando le fu commissionato
il brano Coppertone per
la Lincoln Center Chamber Music Society. Così, di commissione in
commissione, la Bley ha collezionato una serie di composizioni che
vengono raccolte in Fancy Chamber Music, nome che definisce l’ensemble che comprende in
organico flauto, clarinetto, glockenspiel, violino, viola, violoncello,
basso (Steve Swallow) e pianoforte. Il frutto dell’accostamento
della compositrice americana, co-fondatrice della London Composers
Orchestra e indimenticata arrangiatrice della storica Liberation
Music Orchestra, consta in una serie di pezzi di rara raffinatezza
e controllato spirito di contaminazione. L’aura romantica dei suoi
tanghi incontra forme ampie e "aperte", come nel caso
di Tigers In Training,
brano di quasi venti minuti, in bilico tra Maurice Ravel e Astor
Piazzolla. La Bley ha smussato molte spigolosità nella sua musica,
anche se non è certo approdata ai lidi del facile ascolto. Per quanto
domini un sentimento fantastico e sognante, la sensazione che riesce
ad evocare non è mai banale e la sorpresa riesce sempre ad attenderci
dietro l’angolo. Il jazz, soprattutto, è capace sempre di
fare la sua comparsa in modo improvviso, come un folletto in una
fiaba, e come tutti i folletti rallegra gli animi di coloro che
lo attendono, avidi di sorprese.
© altremusiche.it / Michele Coralli
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