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I Blast proseguono per la loro strada fatta di asimmetrie
formali, ritmi scomposti e balzi cantrappuntistici. Non ci siamo
discostati molto dal precedente Stringy Rugs, nonostante gli avvicendamenti
nellorganico del gruppo, che è passato dai quattro
ai sei elementi, oltre, naturalmente agli ospiti, sempre numerosi.
Cè ora un bassista, Pad Conca, e un percussionista/vibrafonista,
Fram Lorkovic, che si aggiungono a Capel (sax soprano e alto), Briunsma
(sax soprano e baritono) e Crijns (chitarra). Il piglio della band
rimane di tipico taglio Cuneiform, ovvero quello dei duri
ma puri del tardo/post/ecc. progressive. Lesibita irregolarità
della metrica e dei ritmi spastici risultano alla lunga un po
stancanti, mentre è sorprendente come altri parametri, ossia
timbri e altezze, siano assolutamente puliti e regolari. Che tali
attenzione derivi da un approccio colto e conservatoriale è
indubbio, manca però alla musica dei Blast quel sentimento
che, come loro, molti gruppi di area alternativa sfuggono, forse
perché troppo abusato altrove.
© altremusiche.it / Michele Coralli
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