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John Berndt

"The Gift. The Montreal Concert" (Stereosupremo, 0006 Objet-a series #1, 2002)

di Michele Coralli
   

Un’improvvisazione dall’andamento lento che si sviluppa tramite giustapposizione di suoni prodotti da oggetti vari, sampler e un po’ di elettronica. Un flusso concepito e messo in divenire dal sassofonista e filosofo John Berndt (di Baltimora) in occasione del primo festival canadese Fa3 "Action Art Actuel" nell’ottobre del 1999. Come ci viene suggerito nelle note, A Gift si struttura come una serie di momenti improvvisativi non premeditati che si basano su alcune diverse sorgenti sonore, "rumori" che diventano suoni manipolati in tempo reale: il cuore meccanico di una bambola, le palline magiche cinesi, una barra metallica e altre oscure macchinette che occorrerebbe vedere per capire di cosa si tratta.

I risultati, che tendono inevitabilmente a una musica rumoristica, o meglio a un’improvvisazione di tipo concreto, possono anche non essere condivisi da tutti, ma non è certamente alle larghe platee che questa musica può parlare. Come molti altri, anche in questo caso si sperimentano le possibilità offerte dalla totale libertà di linguaggio, capaci di far affiorare sensi inconsci, non solo in chi suona ma anche in chi ascolta.

© altremusiche.it / Michele Coralli