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Giro impro olandese, duo fiati (sax tenore, clarinetto,
shakuhachi, noh-kan) e contrabbasso: raziocinio e determinismo;
scarso spazio per l'astrazione timbrica, moltissimo per la plasticità
della forma. Ab Baars mette in luce tecniche e linguaggi dalle più
disparate referenze linguistiche, quelle fissate come banco di prova
ineludibile: il Braxton o il Mitchell degli anni '70. Dal canto
suo Meinrad Kneer sa trovare volta per volta sullo strumento soluzioni
molto aperte e mai ingessate, pur nella dimensione non certamente
tridimensionale dei suoi trattamenti.
In altre parole la scuola olandese - per quanto assai parziale il
campione preso in esame - sembra vivere di visioni tradizionali,
in bilico tra AACM e classe di composizione del Conservatorio. Se
da una parte è garantito il profilo strumentale, dall'altro,
se non si individuano nuove strade, le cose si fanno anche troppo
scolastiche, anche quando si parla di improvvisazione.
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altremusiche.it / Michele Coralli |
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