testata
     
 
Ab Baars, Meinrad Kneer
"Windfall" (CD Evil Rabbit Records, ERR 10, 2010)
di Michele Coralli
   

Giro impro olandese, duo fiati (sax tenore, clarinetto, shakuhachi, noh-kan) e contrabbasso: raziocinio e determinismo; scarso spazio per l'astrazione timbrica, moltissimo per la plasticità della forma. Ab Baars mette in luce tecniche e linguaggi dalle più disparate referenze linguistiche, quelle fissate come banco di prova ineludibile: il Braxton o il Mitchell degli anni '70. Dal canto suo Meinrad Kneer sa trovare volta per volta sullo strumento soluzioni molto aperte e mai ingessate, pur nella dimensione non certamente tridimensionale dei suoi trattamenti.
In altre parole la scuola olandese - per quanto assai parziale il campione preso in esame - sembra vivere di visioni tradizionali, in bilico tra AACM e classe di composizione del Conservatorio. Se da una parte è garantito il profilo strumentale, dall'altro, se non si individuano nuove strade, le cose si fanno anche troppo scolastiche, anche quando si parla di improvvisazione.

© altremusiche.it / Michele Coralli

Su am: vedi la recensione di "Sliptong" di Baars, Henneman, Mengelberg