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Al Bääfest si alternano su quella
che è una delle più umili pedane dei centri sociali
milanesi una discreta quantità di gruppi, diciamolo, underground,
che ben rappresenta un mondo già post-digitale. Caratteristica
da individuare in molte di queste compagini che abbracciano estetiche
analogiche di ritorno (vedi Zu, Anatrofobia, Bron y Aur, Sinistri,
Tasaday, Uncode Duello, Ovo, Pin Pin Sugar e diversi altri) sta
proprio nella volontà di aborrire la regolarità, trascendere
la forma, sfuggire il sentiero della perfezione digitale per cercare
l'imperfezione analogica. Ovviamente a non tutta la musica out questo
riesce in maniera convincente. Ma è già molto che
il sottobosco brulichi di esperienze artistiche che ben racchiudono
il senso musicale di questi anni.
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altremusiche.it / Michele Coralli |
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