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A spirale
"Agaspastik" (CD Fratto 9 Under the Sky / Desert Factory, fratto 009)
di Michele Coralli
   

Li avevamo lasciati alla loro prima realizzazione, qui recensita, e li ritroviamo sei anni dopo in forma di trio jazz-core, senza quindi la violinista che un tempo arricchiva (e in un certo senso diversificava) la compagine. Immaginario claustrofobico raggiunto comunque attraverso la saturazione timbrica e il riempimento ritmico-armonico messo a punto dalla chitarra di Maurizio Argenziano, il sax urlato di Mario Gabola e il drumming convulso di Massimo Spezzaferro.
Oggi A spirale sono a tutti gli effetti un power-trio di matrice jazz-core teso con forza ad un linguaggio che punta all'estremo, non con qualche ridondanza ed eccesso di rabbia. Molte infatti le incrostazioni calcaree dovute ancora a quell'eccesso di permanenza in acque post-punk che spesso negano l'approdo ad orizzonti più aperti. Ma certamente, accanto a Zu, i napoletani si candidano a dire qualcosa di importante nel solco di una musica di recente evoluzione, dai confini sempre più labili, ma dall'assai definito impatto emotivo.

© altremusiche.it / Michele Coralli

Su am: vedi la recensione di "Come una lastra" di A spirale