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Li avevamo lasciati alla loro prima realizzazione,
qui recensita, e li ritroviamo sei anni dopo in forma di trio jazz-core,
senza quindi la violinista che un tempo arricchiva (e in un certo
senso diversificava) la compagine. Immaginario claustrofobico raggiunto
comunque attraverso la saturazione timbrica e il riempimento ritmico-armonico
messo a punto dalla chitarra di Maurizio Argenziano, il sax urlato
di Mario Gabola e il drumming convulso di Massimo Spezzaferro.
Oggi A spirale sono a tutti gli effetti un power-trio di matrice
jazz-core teso con forza ad un linguaggio che punta all'estremo,
non con qualche ridondanza ed eccesso di rabbia. Molte infatti le
incrostazioni calcaree dovute ancora a quell'eccesso di permanenza
in acque post-punk che spesso negano l'approdo ad orizzonti più
aperti. Ma certamente, accanto a Zu, i napoletani si candidano a
dire qualcosa di importante nel solco di una musica di recente evoluzione,
dai confini sempre più labili, ma dall'assai definito impatto
emotivo.
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altremusiche.it / Michele Coralli |
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