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Prendete una chitarra sarda, uno di quegli strumenti particolari
di cui è ricca la tradizione musicale insulare, preparatela attraverso
mille diavolerie che generano decine di sonorità che vengono prodotte
contemporaneamente (in tempo reale, come si dice oggi), mettetela
in mano ad un musicista intelligente, il che significa con idee
musicali). Il risultato diventa questo personalissimo lavoro di
Paolo Angelo, Linee di fuga,
per l’etichetta indipendente Erosha. Angeli deriva la sua esperienza
dall’incontro tra la sua cultura sarda e l’ambiente legato alla
sperimentazione dell’area bolognese (quello del Laboratorio Musica
& Immagine o del festival Angelica).
Ma non ci si faccia trarre in inganno: di folclore in questo disco
non vi è traccia. Siamo nell’ambito della sperimentazione sui suoni
e dell’improvvisazione, terreno che si tende ad avvicinare all’ambito
jazz, ma che ha molto in comune con un modo di fare musica ormai
trasversale ai generi. Angeli ha fatto tesoro delle preziose collaborazioni
con personaggi “creativi” del calibro di Fred Frith, Jon Rose e
Frank Schulte, riuscendo poi a sviluppare un percorso autonomo e
piacevolmente personale. Per il resto bisogna ascoltare questa chitarra
incredibile, che da popolare è diventato uno strumento cibernetico.
da: "il Giornale della Musica", n.148,
1999. © il Giornale della Musica-Edt / Michele Coralli

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