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Sergio Altamura
"Blu" (Arkestra, 02, 2004)
di Michele Coralli
   

Elegiaco e pastorale nella migliore tradizione Windham Hill, il suono delle chitarre di Sergio Altamura ha una serie di standard davvero elevati, complice in primo luogo una cura personale dell'ambiente sonoro in cui vengono calate le sei corde. Qui poi c'è anche la produzione di William Ackerman ad aggiungersi ad una ricchezza già cospicua di per sé. Blu è un disco acustico in perfetto stile contemporary guitar, secondo un'estetica che ha avuto convinti paladini in un giro di musicisti raccolti attorno ad Ackerman negli anni '70/'80. Per non citare sempre gli stessi, può valere qui ricordare Daniel Hecht o George Cromarty, etereo il primo, più estrosamente divertito il secondo. Sebbene lo spirito di Altamura sia pervaso di una quiete quasi spirituale, non è privo di quegli accordi così intimamente sommersi in Ackerman (forse rimossi) che dalla malinconia volgono al movimento. Anche in questo caso non mancano i possibili raffronti, ma a buon intenditore poche parole...

© altremusiche.it / Michele Coralli

Su am: vedi la recensione di "Rimbaud" di Ark Ensemble