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Misha Alperin - Anjia Lechner - Hans-Kristian Kjøs Sørensen

"Night" (ECM, 1769, 2002)

di Michele Coralli
   

L'immagine di Misha Alperin dedicata alla notte inizia con pochi scarni accordi e una dimessa melodia al violoncello. E la promessa di una "musica a programma" ispirata dalle atmosfere notturne rarefatte, illuminate dalle livide luci delle lunghe estati bianche norvegesi, giunge gradita a chi ben conosce quella musica scandinava di tipico marchio ECM, imperniata sull'estetica dei grandi spazi e dei silenzi magnetici, qui rotti dagli applausi stranamente mantenuti nella registrazione del concerto tenuto al Vossa Jazz Festival nel 1998. Alperin, ucraino di nascita, ma norvegese di adozione) ricerca nelle luci crepuscolari del grande Nord un insieme di suoni che possa dar descrizione a quelle suggestioni, mediante un processo di progressivo assottigliamento e riduzioni di materiali: dai movimenti più lenti e rarefatti, a quelli che possiedono un maggior impeto ritmico come Tango e Second Game, senz'altro i pezzi migliori. La suite Night viene concepita per cinque strumenti, ma gli esecutori sono solo tre: oltre allo stesso Alperin, il percussionista classico H. K. Kjos Sørensen e la violoncellista Anjia Lechner, già membro del Rosamunde Quartett. Come al solito ineccepibili tutti quanti, a partire da Alperin che sa sempre trovare qualche guizzo brillante, che regala il sempre atteso "inaspettato".

dİ altremusiche.it / Michele Coralli