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Il confronto con Rimbaud può rivelarsi ostico
per tutti, così come ostica può diventare la pratica
di rivestire la poesia con la musica. Recentemente si sono confrontati
con il poeta maledetto un gruppo come l'Ark Ensemble (vedi il loro
Rimbaud), rimanendo legati
ad una trasposizione poetica in una forma non distante dalla canzone.
Devo confessare che personalmente non ho mai trovato
rivelatrici dell'essenza poetica alcuna parodia postuma, e meno
che mai credo possa considerarsi corretto delegare questo ruolo
a chi, come in questo caso, ha trovato nel francese un punto di
aggregazione attorno cui fare il proprio mestiere, ovvero improvvisare
in forma libera.
Certo, il lavoro dei cinque acustronici (Punck, Luca
Sigurtà, Fhievel, più i due AFK Mariani e Laforgia)
è effusivo come molte liriche originali, ma come si dice
nelle note: "Questa musica non c'entra con Rimbaud, ma entra
in lui e ne disgrega l'immagine stantia". Ecco, pur non trovando
l'immagine di Rimbaud più stantia di quanto lo possano apparire
molti poeti e scrittori attuali, penso che un tipo di approccio
come quello dell'Acustronic Ensemble non nasconda, nella sue presa
di distanza dal testo, il favore dell'incontro tra i rumori sporchi
di nastri e oggetti, le microwaves dei laptop e le scarne note di
tromba e contrabbasso.
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altremusiche.it / Michele Coralli |
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