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Quartetto di Bologna nella più classica delle
formazioni neo progressive (basso, chitarra, batteria e tastiere)
Accordo dei Contrari è certamente una delle migliori realtà
che ci sia capitato di ascoltare in quell'ambito da un po' di tempo
a questa parte.
Idee compositive molto solide, suono mai casuale, virtuosismo (il
tallone d'Achille di molti nuovi gruppi) mai esasperato.
Gli orizzonti continuano ad essere quelli classici degli anni '70
(Banco, Area, Canterbury) e ne portano testimonianza le timbriche
assolutamente riferibili a quell'epoca: moog pastosi, Rhodes, sax
e tanti altri ciondoli. L'amalgama però funziona in modo
non eccessivamente nostalgico attraverso l'aggiunta di condotte
improntate a un suono hard (come i più recenti Guapo), un
tratto molto vigoroso e trascinante. La complessità ritmica
rimanda a certi National Health o Bruford, sebbene poi - secondo
quanto affermato dallo stesso batterista ex-Yes ed ex-King Crimson
- la difficoltà, se c'è, non vede. Ed è questo
il probabile aspetto migliore di un gruppo come questo: far sembrare
tutto naturale.
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| ©
altremusiche.it / Michele Coralli |
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