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Al momento di stilare una lista dei dischi migliori
usciti nel 2003 per conto di una rivista con cui collaboriamo, abbiamo
fatto davvero fatica trovare titoli davvero validi da inserire anche
per quest'anno nel resoconto finale. Eppure mai come in questo 2003
le vicende della musica sembrano davvero volgere alla produzione
di "vuoti a perdere". Un generale ripescaggio di "cose
del passato", spacciate per attuali, un saccheggio dell'esistente
(culture alte o basse sottoposte a duplici e triplici incroci),
un uso imbonitore della tecnologia senza idee progettuali, lo sfruttamento
di loghi artistici svuotati da ogni contenuto, e volendo si potrebbe
continuare
Siamo circondati da immondizia. Un'infinità
di scarti vengono proposti come merce con il disinvolto gesto
di un abile marketing o di una sempre valida faccia di bronzo, mentre
è sempre più evidente l'incapacità da parte
del nostro sistema produttivo di riciclare una dose sempre più
crescente di immondizia. Ma sembra che questo ciclo proprio non
si riesca interrompere fino alla completa distruzione dell'ingranaggio
che lo mette in moto.
Nessuno scampa a questo abisso iperproduttivo, nemmeno
la musica, per niente estranea all'idea di merce e di immondizia
(termine questo preferibile al più generoso spazzatura
entro cui si è soliti inserire immaginarie "culture
di serie B", molto spesso nient'altro che ricettacoli di merce
a basso costo da hard-discount). Lo stesso si può dire anche
per la musica "consumata dal vivo" e per gli incontri
che ci presentano fantomatiche "nuove musiche". Incapacità
di comunicare da parte di chi si proclama paladino delle vecchie
avanguardie riproposte in modo assolutamente accademico, faciloneria
da parte di chi invece vorrebbe appropriarsi di repertori senza
la ben che minima sapienza anche nel suo utilizzo o manipolazione:
accostamenti eccessivi, idee (se ci sono) che sostengono fragili
impianti, esibizionismo e arroganza di chi gode di posizioni acquisite
sul mercato. Anche qui si potrebbe continuare
Nel frattempo però, al sicuro dentro i nostri
carrelli, tutto si sta consumando nell'insapore boccone della nostra
spesa quotidiana, fatta di bistecche di gomma, pesce congelato,
pane insapore e musica da buttare. Ma recuperiamo uno schema datato
1991 che ci sembra ancora provocatoriamente valido (vedi: Trash,
rock and other istances: quando Igor Stravinskij va al cinema porno):
1) esiste una spazzatura organica al sistema:
quella spedita nel terzo mondo senza ritorno, Funari, Sgarbi, Chi
l'ha visto, Beautiful (ecc.), Novella 2000 (ecc.), Marzullo, la
musica fusion, il cinema a luci rosse. Promana soprattutto dalla
scatola televisiva e si potrebbe definire spazzatura consensuale.
Oggi i rifiuti al terzo mondo sono stati inviati sotto forma
di bombe all'uranio impoverito, Beautiful, Marzullo, Funari e Chi
la visto imperversano e per immergersi nella totalità dell'immondizia
organica basta fare un salto da Blockbuster o al FoxTown.
2) c'è una spazzatura impazzita, non facilmente
riducibile a una funzione ben definita. È quella che oscilla
fra il guadagno e il colpo basso, fra l'assenso e il dissenso, fra
il piacere e la repugnanza: Twin peaks, Celentano, l'horror cinematografico
più adolescenziale e quello di Stephen King, "Dylan
Dog", il thrash rock (to thrash = sbattersi, dimenarsi) d'origine
controllata (i Metallica, per intenderci). King, Dylan Dog e
Celentano si godono un tranquillo buon ritiro, mentre Metallica
sono stati di migliori sostenitori del RIAA nella causa contro Napster,
che ha segnato uno dei più profondi cambi di mentalità
nell'uso della rete da quando questa è nata.
3) c'è infine una spazzatura antagonista,
frutto di sapienti operazione di riuso, riciclaggio, assemblaggio
e, soprattutto, smontaggio: le discariche sature, le esternalità
che determinano costi e non guadagni, Frank "for president"
Zappa, John Zorn naturalmente, Chiambretti, "Cuore", l'horror
estremista dello splatterpunk (cinema, fumetti, libri), Il silenzio
degli innocenti. l'hard-core, ecc. Se Zappa purtroppo non ha
potuto prendere il posto di Bush, Zorn non è più il
riciclatore di un tempo, Chiambretti estromesso, Cuore chiuso, l'horror
caduto nel prevedibile, Silenzio degli innocenti arrivato
alla terza puntata di una inutile saga e l'hard-core... (ma chissenefrega
dell'hard-core!), allora dov'è l'antagonismo della nostra
immondizia?
ottobre 2003 © altremusiche.it / Michele
Coralli

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