testata
     
 

Vuoti a perdere per sempre

 
di Michele Coralli
 
   

Al momento di stilare una lista dei dischi migliori usciti nel 2003 per conto di una rivista con cui collaboriamo, abbiamo fatto davvero fatica trovare titoli davvero validi da inserire anche per quest'anno nel resoconto finale. Eppure mai come in questo 2003 le vicende della musica sembrano davvero volgere alla produzione di "vuoti a perdere". Un generale ripescaggio di "cose del passato", spacciate per attuali, un saccheggio dell'esistente (culture alte o basse sottoposte a duplici e triplici incroci), un uso imbonitore della tecnologia senza idee progettuali, lo sfruttamento di loghi artistici svuotati da ogni contenuto, e volendo si potrebbe continuare… Siamo circondati da immondizia. Un'infinità di scarti vengono proposti come merce con il disinvolto gesto di un abile marketing o di una sempre valida faccia di bronzo, mentre è sempre più evidente l'incapacità da parte del nostro sistema produttivo di riciclare una dose sempre più crescente di immondizia. Ma sembra che questo ciclo proprio non si riesca interrompere fino alla completa distruzione dell'ingranaggio che lo mette in moto.

Nessuno scampa a questo abisso iperproduttivo, nemmeno la musica, per niente estranea all'idea di merce e di immondizia (termine questo preferibile al più generoso spazzatura entro cui si è soliti inserire immaginarie "culture di serie B", molto spesso nient'altro che ricettacoli di merce a basso costo da hard-discount). Lo stesso si può dire anche per la musica "consumata dal vivo" e per gli incontri che ci presentano fantomatiche "nuove musiche". Incapacità di comunicare da parte di chi si proclama paladino delle vecchie avanguardie riproposte in modo assolutamente accademico, faciloneria da parte di chi invece vorrebbe appropriarsi di repertori senza la ben che minima sapienza anche nel suo utilizzo o manipolazione: accostamenti eccessivi, idee (se ci sono) che sostengono fragili impianti, esibizionismo e arroganza di chi gode di posizioni acquisite sul mercato. Anche qui si potrebbe continuare…

Nel frattempo però, al sicuro dentro i nostri carrelli, tutto si sta consumando nell'insapore boccone della nostra spesa quotidiana, fatta di bistecche di gomma, pesce congelato, pane insapore e musica da buttare. Ma recuperiamo uno schema datato 1991 che ci sembra ancora provocatoriamente valido (vedi: Trash, rock and other istances: quando Igor Stravinskij va al cinema porno):

1) esiste una spazzatura organica al sistema: quella spedita nel terzo mondo senza ritorno, Funari, Sgarbi, Chi l'ha visto, Beautiful (ecc.), Novella 2000 (ecc.), Marzullo, la musica fusion, il cinema a luci rosse. Promana soprattutto dalla scatola televisiva e si potrebbe definire spazzatura consensuale. Oggi i rifiuti al terzo mondo sono stati inviati sotto forma di bombe all'uranio impoverito, Beautiful, Marzullo, Funari e Chi la visto imperversano e per immergersi nella totalità dell'immondizia organica basta fare un salto da Blockbuster o al FoxTown.

2) c'è una spazzatura impazzita, non facilmente riducibile a una funzione ben definita. È quella che oscilla fra il guadagno e il colpo basso, fra l'assenso e il dissenso, fra il piacere e la repugnanza: Twin peaks, Celentano, l'horror cinematografico più adolescenziale e quello di Stephen King, "Dylan Dog", il thrash rock (to thrash = sbattersi, dimenarsi) d'origine controllata (i Metallica, per intenderci). King, Dylan Dog e Celentano si godono un tranquillo buon ritiro, mentre Metallica sono stati di migliori sostenitori del RIAA nella causa contro Napster, che ha segnato uno dei più profondi cambi di mentalità nell'uso della rete da quando questa è nata.

3) c'è infine una spazzatura antagonista, frutto di sapienti operazione di riuso, riciclaggio, assemblaggio e, soprattutto, smontaggio: le discariche sature, le esternalità che determinano costi e non guadagni, Frank "for president" Zappa, John Zorn naturalmente, Chiambretti, "Cuore", l'horror estremista dello splatterpunk (cinema, fumetti, libri), Il silenzio degli innocenti. l'hard-core, ecc. Se Zappa purtroppo non ha potuto prendere il posto di Bush, Zorn non è più il riciclatore di un tempo, Chiambretti estromesso, Cuore chiuso, l'horror caduto nel prevedibile, Silenzio degli innocenti arrivato alla terza puntata di una inutile saga e l'hard-core... (ma chissenefrega dell'hard-core!), allora dov'è l'antagonismo della nostra immondizia?

ottobre 2003 © altremusiche.it / Michele Coralli