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Si parla molto di Italia di modernità, nuove
tecnologie, mondi digitali, ma la logica che continua a prevalere
in Internet è quella della vendita e della promozione dei
servizi. Il modo con cui è vissuta la rete dalle nostre parti
attiene più all'ufficio postale (gestito in malo modo a giudicare
dall'incauto uso della posta elettronica), all'edicola (le news
in tempo reale sul Grande Fratello) o all'ortolano (vendita al dettaglio
di ogni sorta di oggetto). I contesti artistici non fanno alcuna
eccezione. Il mondo virtuale continua a non voler approfondire quello
reale, ma ne è semplice copia sbiadita: le informazioni fotocopiano
i rotocalchi, i contenuti non sfruttano gli aspetti multimediali
(o lo fanno scimmiottando la televisione), coloro che riempiono
la rete non si fanno promotori di contenuti innovativi, ammesso
che esistano impulsi in questa direzione.
A far da eccezione (che non viene certo dal nostro
Nord-Est produttivo o dalla "capitale morale") iniziative
come quella di Virtual Music Competition, concorso legato alla musica
prodotta e realizzata in formato digitale/informatico, che ha come
motivo di distinzione il fatto di non ammettere la presenza all'interno
dei lavori presentati alcun suono acustico: nessun campione digitalizzato,
né altri suoni naturali processati, eccezion fatta per le
library WAV, contenute in qualche programma audio. Tutto deve nascere
e passare attraverso software e hardware, senza altre mediazioni,
la sintesi digitale versus la registrazione analogica. Ovviamente
marche di computer, sistemi operativi e software, tutto a libera
scelta. La vera chicca del programma del concorso è che,
previa iscrizione, i lavori vengono presentati in maniera anonima
e in quanto tali vengono votati. Successivamente la comunità
virtuale elegge la composizione migliore. Facile come bere un bicchiere
d'acqua e democratico come solamente la rete sa essere in questo
squarcio di millennio. Al di là dell'importante valore dello
sfruttamento orizzontale di Internet, iniziative come questa permettono
una partecipazione dal basso alla creazione artistica, mettendo
sullo stesso piano esimi guru dell'elettronica e smanettatori del
MIDI. Non potrebbe essere questo uno spunto per la condivisione
pubblica dell'opera d'arte e dei saperi?
LINK: www.virtualmusiccompany.com
febbraio 2003 © altremusiche.it / Michele
Coralli

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