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Virtual Music: una musica per la rete

 
di Michele Coralli
 
   

Si parla molto di Italia di modernità, nuove tecnologie, mondi digitali, ma la logica che continua a prevalere in Internet è quella della vendita e della promozione dei servizi. Il modo con cui è vissuta la rete dalle nostre parti attiene più all'ufficio postale (gestito in malo modo a giudicare dall'incauto uso della posta elettronica), all'edicola (le news in tempo reale sul Grande Fratello) o all'ortolano (vendita al dettaglio di ogni sorta di oggetto). I contesti artistici non fanno alcuna eccezione. Il mondo virtuale continua a non voler approfondire quello reale, ma ne è semplice copia sbiadita: le informazioni fotocopiano i rotocalchi, i contenuti non sfruttano gli aspetti multimediali (o lo fanno scimmiottando la televisione), coloro che riempiono la rete non si fanno promotori di contenuti innovativi, ammesso che esistano impulsi in questa direzione.

A far da eccezione (che non viene certo dal nostro Nord-Est produttivo o dalla "capitale morale") iniziative come quella di Virtual Music Competition, concorso legato alla musica prodotta e realizzata in formato digitale/informatico, che ha come motivo di distinzione il fatto di non ammettere la presenza all'interno dei lavori presentati alcun suono acustico: nessun campione digitalizzato, né altri suoni naturali processati, eccezion fatta per le library WAV, contenute in qualche programma audio. Tutto deve nascere e passare attraverso software e hardware, senza altre mediazioni, la sintesi digitale versus la registrazione analogica. Ovviamente marche di computer, sistemi operativi e software, tutto a libera scelta. La vera chicca del programma del concorso è che, previa iscrizione, i lavori vengono presentati in maniera anonima e in quanto tali vengono votati. Successivamente la comunità virtuale elegge la composizione migliore. Facile come bere un bicchiere d'acqua e democratico come solamente la rete sa essere in questo squarcio di millennio. Al di là dell'importante valore dello sfruttamento orizzontale di Internet, iniziative come questa permettono una partecipazione dal basso alla creazione artistica, mettendo sullo stesso piano esimi guru dell'elettronica e smanettatori del MIDI. Non potrebbe essere questo uno spunto per la condivisione pubblica dell'opera d'arte e dei saperi?

LINK: www.virtualmusiccompany.com

febbraio 2003 © altremusiche.it / Michele Coralli