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Giovanna Marini è una musicista di formazione
accademica, si è diplomata al Conservatorio di Santa Cecilia
di Roma in chitarra classica, ha studiato musica medioevale e rinascimentale,
imparando a suonare diversi strumenti antichi. Nei primi anni '60,
grazie all'incontro con gli etnomusicologi Roberto Leydi e Gianni
Bosio, scopre il canto popolare e la storia sociale cantata. Da
quel momento la sua ricerca musicale presenterà sempre una
stimolante dialettica fra elementi "colti" ed elementi
popolari, secondo una dinamica presente in tanta grande musica novecentesca,
da Janácek a Bartók, da Weill a Eisler a Cardew.
Parallelamente all'interesse per le classi subalterne
la Marini nutre una forte passione politica, consapevole com'è
del legame che unisce il dato musicale a quello sociale. Ha fatto
lungamente parte del gruppo di musicisti d'area alternativa che
si raccoglieva attorno alla rivista "Nuovo Canzoniere Italiano",
fondata nel 1962 da Bosio. Nel 1965 ha allestito insieme a Dario
Fo lo spettacolo teatrale Ci Ragiono e Canto. Per anni i
lavori della Marini sono usciti per i Dischi del sole, etichetta
per cui hanno inciso, fra i '60 e i '70, cantautori, cantastorie
e autori di musica cosiddetta colta, tra cui Ivan Della Mea, Paolo
Pietrangeli, Giovanna Daffini, Luigi Nono e Giorgio Gaslini. Dischi
che sono oggi per lo più introvabili.
La produzione musicale di Giovanna Marini è
molto articolata: nel suo complesso e all'interno di ogni singola
realizzazione l'autrice attraversa tradizioni, generi, registri
e toni molto diversi, senza mai cadere in un eclettismo gratuito.
L'intreccio ha sempre motivazioni al contempo politiche e sociali:
le scelte musicali rivelano l'esigenza di dar forma ai contenuti
di lotta. L'impiego di tradizioni popolari è testimonianza
dell'atteggiamento critico di un'intellettuale aperta alle problematiche
di classe. Senza dimenticare che certi emissioni vocali del canto
contadino e popolare presentano articolazioni che contrastano la
rigidità del sistema tonale egemone nella tradizione musicale
occidentale.
Fra le prime pubblicazioni discografiche c'è
quel Vi racconto l'America (1966), uno dei primi esempi di
"ballata lunga", che è forma musicale tipica della
Marini. Si tratta di un racconto musicato, in cui si alternano approcci
vocali e strumentali di diversa matrice: dall'improvvisazione alla
filastrocca popolare, dal recitativo operistico alla canzone di
protesta, fino alla sillabazione ritmica. In questo caso si parla
degli Stati Uniti, già allora trionfo del conformismo e del
degrado, "gabbia maledetta, indistruttibile, perfetta",
in cui (forse) "non c'è niente da salvare".
Nel 1968 esce un disco che contiene altre due ballate
"aperte", Lunga vita allo spettacolo e Viva
Voltaire e Montesquieu. Qui la riflessione è trasferita
sul significato dello spettacolo, sui legami tra questo e impegno
politico, sul ruolo dell'intellettuale nella società. I due
brani sono contrapposti dialetticamente, quasi in una sorta di domanda
e risposta. Particolarmente efficace è la satira dell'impegno
come dimensione totalizzante. L'attacco al manicheismo dei "puri",
ovvero dei rigoristi della politica, può funzionare ancor
oggi come esortazione: "com'è bello stare in pochi ma
eletti / o che sollievo le mani pulite / le manterremo fino alla
morte / ma come ci servono le mani sporche!". Qui, come altrove,
nei testi della Marini è presente la lezione poetica e civile
di Pasolini che da parte sua recita "nel restare / dentro l'inferno
con marmorea volontà di capirlo, è da cercare / la
salvezza" (da Picasso, in Le ceneri di Gramsci,
Milano, Garzanti 1976, p.28).
La ballata narrativa è la forma prevalente
anche in altri notevolissimi dischi come Chiesa Chiesa (1967),
La vivazione (1969), Controcanale 70 (1970), L'eroe
(1974), La nave (è una pura formalità) (1976).
Spesso le tematiche di questi lavori hanno un complesso carattere
epico, dove però l'allegoria non è mai disgiunta dalla
riflessione militante.
Dall'età degli anni '70 la canta-compositrice
torna a occuparsi intensamente di musica d'insieme. La scrittura
si fa più elaborata, la partitura musicale sembra quasi prevalere
sull'urgenza di trasmettere il messaggio. Una musica più
difficile, ma comunque sempre orientata alle problematiche sociali.
Del 1977 è lo spettacolo Correvano coi Carri (su disco
l'anno seguente), cantato da undici donne "non per scelta
ma perché non c'erano gli uomini". Al 1978 risale il
disco doppio La grande madre impazzita, vero e proprio teatro
musicale per cinque voci e un trio di jazzisti d'improvvisazione
conosciuti alla scuola popolare di musica del Testaccio, dove Giovanni
Marini insegna. Neanche a dirlo un disco di grande valore poetico
ed eccellenza musicale. Una rappresentazione del mondo d'oggi, fra
tradizioni popolari e contadine in frantumi e modernità metropolitana
alienante (vedi ancora Pasolini), solitudine urbana, potere soverchiante
(la Grande Madre), dimensione mitica, mezzi di comunicazione di
massa ("esiste solo quello che trasmette la RAI").
Negli ultimi anni la Marini scrive e canta per un
quartetto di voci femminili che porta il suo nome. I concerti della
formazione entusiasmano per bravura esecutiva e commuovono per intensità.
Nel 1984 è uscito in Francia lo splendido (i toni apparentemente
adulatori risulteranno appropriati al lettore che vorrà farsi
ascoltatore) Pour Pier Paolo: 12 poesie friulane di Pasolini
musicate per un organico di voci, ance e percussioni. In coda
è aggiunto il Lamento per la morte di Pasolini, già
comparso nel disco I treni per Reggio Calabria del 1976,
il cui secondo lato costringerebbe alla commozione lacrimogena il
più imperturbabile degli ascoltatori.
Alcune sommarie indicazioni: i Dischi del sole, come
si diceva, sono ristampati dal 1989 e se ne trovano ancora alcune
copie in giro. I lavori del quartetto vocale sono invece pubblicati
dalla francese Chant du Monde (distribuita da Harmonia mundi): Cantate
de tous les jours (1980), Cantate de tous les jours II
(1982), stessa etichetta per Pour Pier Paolo. Giovanna Marini
ha anche scritto musica per il teatro e il cinema (Maselli e Loy
fra gli altri) e un Requiem dedicato ancora a Pier Paolo
Pasolini, ma di queste, rare o inesistenti sono le pubblicazioni.
Polemica a margine: il quartetto vocale registra i suoi più
grandi successi, spettacoli e vinile, a Parigi; da noi si pensa
che il massimo del binomio musica/impegno siano Sting e il nuovo
corso di De Gregori...
da: Andrea Coralli, "Navigando sui mari di formaggio"
© Auditorium Edizioni / Michele Coralli

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