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Del perché anche qui si parla di guerra

 
di Michele Coralli
   

Non saranno certo passati inosservati, all'interno di questo sito, i riferimenti a quello che sta succedendo in questi giorni in Irak. Non sappiamo se la cosa venga apprezzata o meno, ma non possiamo fare a meno di notare che molte persone in ogni parte del mondo, nel loro piccolo, stanno cercando di dare il loro infinitesimale contributo alla ricostruzione della pace. Anche noi vogliamo fare lo stesso.
In questo momento crediamo che parlare di musica, chiudendo un occhio sulla tragicità degli eventi, non sia possibile, se non con l'incoscienza di chi non si rende conto di dormire sul ciglio di un vulcano in piena eruzione.

Troppo importante è quello che accade per fare finta di niente, troppo egoistico il mondo musicale per non cercare di far sentire una voce diversa. E noi vogliamo perseguire questo obiettivo: uscire dal torpore della cultura musicale contemporanea per affermare basi comuni su cui costruire anche nella cultura un futuro di pace.
Altremusiche.it non vuole essere un sito imbalsamato, che fa da eco alla piccola industria discografica o che serve soltanto a fornire indicazioni su come passare una serata ascoltando musica. Questo, come molti altri siti, vuole essere una "viva" finestra di informazione (di promozione) e di dibattito, capace di mettere in contatto attraverso la rete delle persone reali.

Continueremo allora a scrivere recensioni, a dare informazioni sui concerti, a creare stimoli per ascolti musicali non convenzionali, ma apriremo allo stesso tempo ampi spazi di riflessione sulla guerra e sulle conseguenze che coinvolgono in tutta la sua drammaticità, oltre che l'intera struttura della società irachena, anche la nostra dimensione culturale, quella di cui anche questo sito fa parte.

aprile 2003 © altremusiche.it / Michele Coralli